██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Napata
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwdwNapata (mweaNàpata; in mweqegizio mwegNp.t; in mwewgreco τὰ Νάπαταcite-ref-1[1] e Ναπάταιcite-ref-2[2]; in mwhalatino mwhqNapăta; in mwhgmeroitico mwhwNapa)cite-ref-3[3] è una località situata nella antica mwjaNubia. Il nome attuale è mwjqGebel Barkal (mwjgSudan), ed è situata sulla riva orientale del mwjwNilo nei pressi della città di Karima (18,5° N, 31,9° E) (circa 400 km a nord della capitale mwkaKhartum). Il sito era occupato da una città che costituiva l'insediamento permanente più meridionale del mwkqNuovo Regno d'Egitto (XVI-XI secolo a.C.) e il principale centro di culto nubiano del mwkgdio mwkwAmon. Fu la capitale della mwlaXXV dinastia egizia (di origini nubiane) e, dopo la sua caduta nel mwlq663 a.C., del mwlgRegno di Kush. Nel mwlw593 a.C. fu saccheggiata dagli egizi e la capitale kushita fu trasferita a mwmaMeroe. La città fu saccheggiata una seconda volta dai mwmqRomani nel mwmg23 a.C. ma fu ricostruita e continuò a prosperare come centro di culto di Amon.cite-ref-4[4]
I termini "Napata" o "Periodo napatano" possono anche riferirsi alla storia del regno kushita dalla sua ascesa intorno al 750 a.C. fino al 270 a.C., quando Napata perse il primato politico in favore di Meroe, nuovo centro di potere e di sepoltura dei reali. Il periodo successivo della storia kushita è infatti quello detto "meroitico", che si concluse con il crollo del regno.cite-ref-ral-5-0[5]
Le "mwpqgole di Napata" sono citate nell'opera mwpgmwpwAida di mwqaGiuseppe Verdi.
Contents
• Storia
• Origini
• Economia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Origini
La fondazione di Napata è attribuita a mwrqThutmose III intorno al mwrg1450 a.C., contestualmente cioè all'occupazione egizia stabile della Nubia ed all'identificazione del sito di mwrwGebel Barkal quale confine meridionale del mwsaNuovo Regno d'Egitto. Nel 1075 a.C., il mwsqSommo Sacerdote di Amon a mwsgTebe, capitale dell'Egitto, divenne abbastanza potente da limitare il potere del faraone mwswSmendes della mwtaXXI Dinastia post-Ramesside mwtqsull'Alto Egitto. Questo fu l'inizio del mwtgTerzo Periodo Intermedio (1075-664 a.C.). La frammentazione del potere in Egitto permise ai nubiani di riconquistare l'autonomia, sancita dalla fondazione del mwtwmwuaRegno di Kush che a Napata ebbe la sua capitale. Una stele eretta a Napata nel mwuqVIII secolo a.C. presenta un re kushita (il cui titolo è stato martellato) come l'unico sovrano legittimato dal dio Amon, nominando i re e i capi libici che condividevano l'Egitto a quel tempo e derivavano la loro legittimità dalla discrezione dei militari che li appoggiavano mwug .
Napata capitale della Nubia e dell'Egitto
Nel 750 a.C. Napata era una città sviluppata, mentre l'Egitto soffriva ancora di instabilità politica. Re mwwgKashta, il cui nome egizio significa appunto "mwwwil Kushita", ne approfittò e attaccò l'Alto Egitto. La sua politica fu perseguita dai successori mwxaPianki e mwxqShabaka (721-707 a.C.) che alla fine portarono l'intera Valle del Nilo sotto il controllo kushita nel secondo anno del suo regno. Complessivamente, i re kushiti governarono l'Alto Egitto per circa un secolo e l'intero Egitto per circa 57 anni, dal 721 al 664 a.C. Essi costituiscono la mwxgXXV dinastia egizia riportataci da mwxwManetone.
L'impero egiziano riunito sotto la XXV Dinastia era esteso quanto il Nuovo Regno di Thutmose e inaugurò una rinascita.cite-ref-6[6] La religione, le arti e l'architettura furono riportate all'antica magnificenza. mwzqTaharqa e i suoi successori costruirono o restaurarono templi e monumenti lungo tutto il Nilo: a mwzgMenfi, mwzwKarnak, mwaaKawa, Gebel Barkal, ecc.cite-ref-7[7]
Il regno di Taharqa e quello del successore mwbgTanutamani furono segnati dai conflitti con l'impero neo-assiro. Intorno al 670 a.C., l'imperatore mwbwEsarhaddon (681-669 a.C.) conquistò il Basso Egitto ma permise ai regni locali di esistere per arruolarli come suoi alleati contro i sovrani kushiti dell'mwcaAlto Egitto, accettati con riluttanza dai potentati del mwcqDelta del Nilo. Quando mwcgAssurbanipal succedette a Esarhaddon, Taharqa convinse alcuni governanti del Basso Egitto alla ribellione contro gli assiri. Assurbanipal stroncò però la coalizione e deportò i leader egizi nella sua capitale, mwcwNinive, nominando il capo mwdalibico Necao, sovrano di Menfi e mwdqSais: mwdgNecao I fu il primo re della mwdwXXVI dinastia egizia (664-525 a.C.), nota anche come "dinastia saitica". Nel 664 a.C., gli Assiri diedero il colpo finale, saccheggiando Tebe e Menfi. Lo stesso anno, Taharqa morì. Il nuovo re kushita, Tanutamani (664–653 a.C.), uccise Necao I quello stesso anno quando tentò d'invadere il Basso Egitto. Tuttavia, Tantamani non fu in grado di sconfiggere gli Assiri, che sostenevano il figlio di Necao, mweaPsammetico I. Tanutamani alla fine abbandonò il suo tentativo di conquistare il Basso Egitto e si ritirò a Napata. Tuttavia, la sua autorità sull'Alto Egitto fu riconosciuta fino al suo ottavo anno di regno (656 a.C.), quando Psammetico I inviò una flotta navale nell'Alto Egitto e riuscì a porre tutto l'Egitto sotto il suo controllo.
La XXV Dinastia si concluse con la ritirata dei suoi governanti a Napata. Fu lì (a El-Kurru e mwewNuri ) che tutti i faraoni della XXV Dinastia furono sepolti sotto le prime piramidi che la valle del Nilo aveva visto dal mwfaMedio Regno.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10] La dinastia fondata da Kashta continuò a governare lo stato kushita che fiorì a Napata e poi a mwiqMeroë almeno fino al II secolo d.C.
Napata capitale del Regno di Kush
Napata rimase il centro del Kush per altre due generazioni, dal 650 al 590 a.C. La sua economia era essenzialmente basata sull'oro ed aveva nell'Egitto della XXVI dinastia un importante alleato economico. L'architettura, i dipinti e altre forme artistiche e culturali di Napata erano estese a tutto il paese. Le usanze funerarie praticate erano quelle egizie, inclusa la rediviva moda delle mwkgpiramidi. Inoltre, diverse mwkwantiche divinità egizie erano adorate: il dio più importante era il tebano mwlaAmon e il mwlqTempio di Amon ed il Tempio di Mut erano i più importanti di Napata, situato ai piedi del Gebel Barkal.cite-ref-11[11]
Dopo la conquista achemenide dell'Egitto, Napata perse la sua influenza economica. La stessa regione di Napata si stava inaridendo e perdendo bestiame e messi. Un mwnaraid achemenide colpì gravemente Napata nel 591 a.C. Cresceva nel frattempo, a discapito di Napata, il potere politico ed economico di Meroe. La c.d. "isola di Meroe", una penisola formata dal Nilo e dal mwngfiume Atbarah, era un'area ricca di ferro che stava diventando una fonte essenziale di ricchezza. mwnwMeroe alla fine divenne la capitale politica del Regno di Kush, portando all'abbandono di Napata che mantenne però il ruolo di "capitale religiosa" in quanto sede dell'incoronazione del sovrano meroitico.
Ai tempi di mwoqAugusto, Napata era la capitale del regno kushita e fu conquistata dai Romani nel mwog23 a.C. Infatti, per far fronte ad una rivolta scoppiata ad mwowAlessandria d'Egitto nel mwpa25 a.C., il mwpqgovernatore dell'Egitto romano mwpgPublio Petronio richiamò le truppe dalla frontiera meridionale egiziana. La mwpwcandace (regina reggente di Meroe), approfittò della situazione ed invase l'mwqaEgitto, penetrando nel territorio della mwqqTebaide e saccheggiando i mwqgtempli di File. Petronio condusse allora 10.000 uomini in una campagna militare nel Kush, 870 miglia a sud di mwqwAssuan, per respingere l'esercito invasore che fu sconfitto nel mwra24 a.C. In seguito, i mwrqlegionari marciarono fino a Napata che fu saccheggiata. La candace, costretta da Petronio al pagamento di pesanti tributi, si rivolse ad Ottaviano con il quale sancì un trattato di pace. Nella mwrgmwrwRes gestae divi Augusti ( "Atti del divo Augusto"), mwsaAugustus sostiene che "una penetrazione è stato fatto per quanto riguarda la città di Napata, che è accanto a Meroe.cite-ref-12[12]
Dopo il sacco romano, Napata fu restaurata dal re Natakamani, che rinnovò il tempio di Amon e costruì un palazzo. Successivamente, il sito fu abbandonato, i suoi edifici saccheggiati e distrutti. Ci sono prove circostanziali che questo potrebbe essere stato il risultato di cambiamenti religiosi.cite-ref-13[13]
Economia
Situata in quello che oggi è il Sudan centrale, il regno di Napata disponeva di molte risorse. Molti giacimenti di rame e oro sfruttabili erano presenti in Nubia e l'mwwwagricoltura vi era possibile come in tutta la mwxaValle del Nilo, mentre le piogge invernali mwxqsaheliane facilitavano la mwxgpastorizia. Gli scavi archeologici a Gash-Barka hanno anche rivelato interessanti flussi commerciali, in particolare di mwxwincenso e gomme aromatiche ottenute dalla mwyamwyqboswellia, tra il sud della mwygpenisola arabica e il mwywMediterraneo attraverso Bab-el-Mandeb, la regione nubiana e le oasi del mwzadeserto libico. Questa rotta permette di raggiungere il Mediterraneo dall'Arabia senza passare per il mwzqLevante e quindi di evitare le tasse che vi si praticavano. Alcune potenze levantine, come gli Assiri durante il VII secolo a.C., con le loro alte tasse sui commerci, spinsero i mercanti a prediligere la rotta africana.cite-ref-0-14-0[14]
Note
cite-note-11. ↑ mw2amw2qmw2gStrabo, Geography, §17.1.54, su mw2wperseus.tufts.edu.
cite-note-22. ↑ mw3wmw4amw4qStephanus of Byzantium, Ethnica, §N469.1, su mw4gtopostext.org.
cite-note-33. ↑ mw5gmw5wmw6avoce dell'Enciclopedia Treccani, su mw6qtreccani.it.
cite-note-44. ↑ Timothy Kendall (2001), "Napata", in mw7qDonald B. Redford, mw7gThe Oxford Encyclopedia of Ancient Egypt, Oxford University Press.
cite-note-ral-55. ↑ Richard A. Lobban, "Napata", mw8wHistorical Dictionary of Ancient and Medieval Nubia (Scarecrow, 2004), pp. 274–276.
cite-note-1111. ↑ World Studies The Ancient World Chapter 3 Section 5 Pages 100, 101 and 102
cite-note-1212. ↑ Augustus, "The Deeds of the Divine Augustus," mwas0Exploring the European Past: Texts & Images, Second Edition, ed. Timothy E. Gregory (Mason: Thomson, 2008), 119.
cite-note-1313. ↑ Alessandro Roccati (2003), "Napata, the Destroyed City: A Method for Plundering", in M. Liverani, ed., mwateArid Lands in Roman Times: Papers from the International Conference (Rome, July 9th–10th, 2001) (Florence: All'insegna del Giglio), pp. 59–64.
Bibliografia
• Fischer. Rudolph. mwauaDie schwarzen Pharaonen. Gustav Lübbe Verlag, Bergisch Gladbach 1986. ISBN 3-88199-303-7
• Kendall, Timothy. mwaumThe Gebel Barkal Temples 1989-90: A Progress Report. Work of the Museum of Fine Arts, Boston, Sudan Mission. Geneva: 7th International Conference for Nubian Studies, 3-8 Sept., 1990.
• Frédéric Colin, mwauuLe faiseur de rois et de chefs libyens, sur la stèle de Napata au Musée de Khartoum, SNM 1851, Carnet de laboratoire en archéologie égyptienne, 6 maggio 2020, mwauyhttps://clae.hypotheses.org/189, consulté le 21 maggio 2020.
• mwaugHornung, Erik . 1999. mwaukHistory of Ancient Egypt: An Introduction. Tradotto dal mwauotedesco da David Lorton. mwausGrundzüge der ägyptischen Geschichte . New York, USA: Cornell University Press. ISBN 0-8014-8475-8
• Bianchi, Robert Steven. 1994. mwavqThe Nubians: People of the Ancient Nile. Connecticut, USA: Millbrook Press. ISBN 1-56294-356-1
• Taylor, John. 1991. mwavcEgypt and Nubia. Londra, Regno Unito: The British Museum Press. ISBN 0-674-24130-4
• mwavoUNESCO . 2003. mwavsGeneral History of Africa vol.2 mwavwAncient Civilizations of Africa . Berkeley, CA: University of California Press. ISBN 0-435-94806-7
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Napata
Collegamenti esterni